Lungo tutta la costa di Porto Cesareo troviamo numerosi isolotti e scogli che vanno a formare un piccolo arcipelago di isole (se così possiamo definirlo).
Questi si trovano parallelamente alla costa cesarina e non sono solo belli da vedere ma sono anche utili in quanto svolgono un compito molto importante: proteggono la costa dalle varie mareggiate.

Di questo arcipelago fanno parte:

  • Isola di cesarea o isola grande: è l’isola più conosciuta che viene anche chiamata “isola dei conigli”. Di quest’isola ne parleremo in un altro articolo
  • Isola della chianca: il nome deriva dalla sua posizione perché è situata di fronte alla torre denominata Torre Chianca. I pescatori la chiamano anche isola dei gabbiani perché su di essa troviamo una colonia di gabbiani imperiali. La maggior parte della sua superficie è composta da una costa rocciosa mentre una piccola parte è composta da sabbia e in questo punto possiamo trovare moltissime conchiglie.
  • Isola della malva: (conosciuta anche come isola del cuore)

Quest’isola si trova nello specchio d’acqua di fronte lo stabilimento balneare Tabù. Essa è situata a circa 400/500 metri dalla battigia e si trova vicino l’isola della Chianca e alle colonne greco romane sommerse. Il nome deriva dal tipo di vegetazione che vi cresce e cioè la “malva arborea” che troviamo in grande quantità. Ultimamente questa piccola isola è stata ribattezzata dagli abitanti “Isola del cuore” perché il pilota di droni Roberto Leone, sorvolando la zona per alcune riprese, ha immortalato dall’alto questa bellissima isola che somiglia alla forma di un cuore.

Un’altra curiosità riguardante quest’isola risale al 1932 quando, sul bagnasciuga, alcuni pescatori trovarono una statua egizia con le sembianze di un cinocefalo (una statuetta in basalto che ritrae il dio Thout, una divinità egizia). Ora questa statuetta è esposta all’interno di Torre Chianca proprio di fronte al luogo del suo ritrovamento.

Se vi trovate nei pressi dello stabilimento balneare e volete visitare l’isola ricordate che non è proprio vicina e, inoltre, tra le boe rosse (segnale di delimitazione di acque sicure) e l’isola c’è un tratto di mare aperto alla navigazione, prestate quindi molta attenzione e segnalate la vostra posizione utilizzando il pallone apposito. In alternativa la si può raggiungere affittando un pedalò.

  • Isola di “cucciu manneddra”: chiamata dai pescatori in questo modo perché, al calar del sole, tanti uccelli stazionano su questa piccola isola che diventa per loro un nido.
  • Scoglio della chianca d’Abramo: Questo scoglio si trova nei pressi dell’isola grande e per trovare il significato del nome dobbiamo rivolgerci alla bibbia:

“Dio Signore con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo” (Gn 2:21,22).

È come se una parte di scogliera dell’isola grande si fosse separata per crearne una più piccola.

Su quest’isoletta è situata una roccia molto grande che è stata danneggiata nella seconda guerra mondiale; se la si guarda da vicino è possibile vedere uno dei tanti proiettili conficcati nella roccia.

  • Scoglio della penna: si trova in parallelo dell’isola grande.
  • Lo scoglio dell’occhio: definito in questo modo perché solitamente questo scoglio non emerge dal livello del mare ed è visibile solo quando c’è la bassa marea. Quindi quando le imbarcazioni passano vicino devono prestare molta attenzione per non incagliarsi su di esso. Gli abitanti lo chiamano in dialetto “Lu scueju ti l’uecchiu”.
  • Lo scoglio “ti lu cipuddrazzu”: Appena si esce dal porto di ponente, troviamo la prima insenatura e cioè la spiaggia del primo ponte e subito dopo troviamo il sito archeologico “scala di Furnu – scala di forno”. Proprio di fronte a questo sito archeologico troviamo questo scoglio, lo scoglio “ti lu cipuddrazzu”, il suo nome deriva dal tipo di pianta che nei mesi con intense piogge cresce su di esso, una pianta simile alla cipolla il “Muscari Comosum” dialettalmente chiamato cipuddrazzu (cipollaccio).
  • Lo scoglio “lu mujusu”: Il termine “mujusu” deriva dal dialetto moja cioè fango infatti il fondale che circonda lo scoglio è sabbioso e, in alcuni tratti, fangoso.

Questo scoglio si trova tra l’isola grande (isola dei conigli) e la riviera di ponente dove ogni mattina i pescatori rientrano dalla battuta di pesca per vendere il loro pescato. Questo scoglio è situato nel centro del porto e lo si può raggiungere anche a piedi. È comunque preferibile non avventurarsi a piedi soprattutto nel periodo estivo in quanto il porto è sempre aperto alla navigazione. Lo scoglio è comunque sempre raggiungibile comodamente attraverso i taxi boat presenti sul litorale e il costo è di circa € 5 a persona.

In questo scoglio è stata scoperta la presenza di una pianta perenne rizomatosa denominata “Iris”. Questa pianta presenta un lungo fusto snello e ai suoi rami crescono tanti piccoli fiori violacei. Nella stagione della fioritura di questa pianta lo scoglio si colora di viola.

Un’altra particolarità di questo scoglio è stata scoperta grazie ad un appassionato di foto aeree Gianluca Colelli che ha immortalato questo scoglio dall’alto e si vede chiaramente che ha la forma di un cuore.

  • Scoglio del campo: esso di trova sulla parte destra dell’isola dei conigli. Forse il suo nome si attribuisce al fatto che questo scoglio si trovi in mezzo al mare e quindi a tutto campo.
  • Scoglio il pelo: questo piccolo scoglio è situato sulla parte est dell’Isola grande (L’isola dei conigli) ed è visibile solo nelle giornate di bassa marea.

Su questo scoglio cresce un tipo di erba marina che i pescatori erano soliti raccogliere, lasciar essiccare al sole e battere per poi raccoglierne i filamenti sottili somiglianti a dei peli. Con questi poi preparano le nasse. Nonostante fossero molto sottili i filamenti erano molto resistenti alla salsedine. Il suo nome deriva proprio dal tipo di erba marina che vi cresce.

  • Lo scoglio: in dialetto cesarino “lu scueju”. Questo è situato alle spalle della torre di Porto Cesareo ed è collegato alla terra ferma tramite un ponte.

Nel 1844 su questo scoglio c’era una piccola abitazione ma non era presente il ponte e l’unico collegamento con la terra ferma era tramite una barca.

Oggi lo scoglio è diventata una delle tante meraviglie di Porto Cesareo e proprio nel centro troviamo una struttura ricettiva e due ristoranti ai lati.

Su questo scoglio possiamo accedervi anche senza alloggiare o aver prenotato nei loro ristoranti ma è possibile accedere solo sulla parte destra. Una volta superato il ponte troviamo l’albergo frontale e qui possiamo procedere verso destra e poi seguire la strada. Alla fine troviamo un arco e un ponte di attracco e da qui si possono vedere dei tramonti bellissimi.

 

  • Lo scoglio di mezzo: Il suo toponimo deriva dalla sua posizione centrale tra lo scoglio e lo scoglio di testa. Lo scoglio di mezzo è collegato allo scoglio tramite un ponte e su questa parte troviamo la discoteca Isola Beach e un piccolo stabilimento balneare tranquillo e poco caotico anche in pieno agosto.
  • Lo scoglio di testa: questo scoglio insieme allo scoglio e allo scoglio di mezzo divide in due i porti di Porto Cesareo: puertu picciu (porto piccolo) e puertu ranne (porto grande). In dialetto viene chiamato Lu scueju ti fore (lo scoglio di fuori).
  • Lo scoglio dell’occhio rosso: Come altri scogli questo è visibile solo nelle giornate di bassa marea o nel periodo delle secche. Su di esso crescono delle alghe rossastre che fanno sembrare il fondale rosso. Da qui il nome “occhio rosso”.
  • Lo scoglio della strea: Questo scoglio è situato nella parte interna della penisola della strea e il nome deriva dalla vicinanza a quest’ultima.
  • Lo scoglio della taverna: è un piccolo scoglio vicino alla costa di Porto Cesareo nel porto grande. Su questo scoglio c’era un’antica taverna costruita verso la metà del 1500 forse come casa per i Duchi Acquaviva. Era un’abitazione con un pavimento fatto di lastre di pietra leccese (come quelle che oggi troviamo su molti terrazzi e abitazioni del Sud) e il suo tetto e i suoi muri erano costituiti da canne, legnami e tegole.

Ad oggi di questo scoglio rimane solo una piccolissima parte in quanto il resto è sepolto sotto il manto stradale e la vecchia taverna ora è diventata una pescheria.

  • L’isolotto del Capparrone: Quest’isola è situata all’ingresso del porto grande di Porto Cesareo in prossimità della penisola della Strea. I pescatori gli hanno dato questo nome perché questo isolotto assomiglia ad un cappello grande e da ciò deriva il suo nome “L’isolottu ti lu Capparone”.
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